I temi di fondo

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Cosa ne pensi di questo nuovo spazio in città?:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


Rilettura dei dati raccolti

 

Dalle parole di chi ha risposto al breve questionario emergono diverse rappresentazioni degli spazi del Commiato.  Una pluralità di interpretazioni possibili per un luogo che tocca il vissuto profondo di ciascuno. Luminoso e oscuro, aperto e chiuso, silenzioso e comunicativo, essenziale e confortevole, qualità dello spazio che si rincorrono, quali apparenti poli contrapposti  di un comune sentire.

Non poteva non essere così per una raccolta individuale di impressioni, suggestioni e immagini emerse dalla dimensione più emotiva e soggettiva di ciascuno. Difficile dunque fare una sintesi capace di restituire le tante e diverse sfumature, molte delle quali antitetiche tra loro. Difficile soprattutto rendere tutto ciò in un quadro organico espunto da aporie e contraddizioni.

Meglio perciò cogliere dalle voci e dalle immagini più ricorrenti e reiterate, alcuni    t  e m i    d i      f o n d o    che speriamo rappresentino contributi utili ai progettisti per approfondire la loro ideazione.

“ E’    m o l t o    d i f f i c i l e   p e r   m e   i m m a g i n a r e    u n o     s p a z i o    d i     q u e s t o     t i p o . C o m e     c e     l o    i m m a g i n i a m o    c r e d o     d i p e n d a    d a l     r a p p o r t o    c h e    o g n u n o    d i    n o i     h a    c o n    l a    m o r t e. L a    p r i m a    i m m a g i n e    c h e     m i    v i e n e    i n     m e n t e   d e r i v a     d a l l e    e s p e r i e n z e    v i s s u t e  …  D i    s o l i t o    q u e s t i     s p a z i     s o n o     t r i s t i     e    d i m e s s i , m i     a u g u r o     c h e     q u e s t o    c o n c o r s o    s i a     l ’ o c c a s i o n e     p e r    f a r e    u n     l u o g o    d i    s e r e n i t à,   d i    a r m o n i a”

Spazio vissuto come dimensione   I N D I V I D U A L E.

E’ lo spazio chiuso degli ambienti interni: intimo, silenzioso e luminoso, un luogo che protegge e ripara offrendo un angolo appartato e sottratto alla vista degli sconosciuti e ai rumori della quotidianità.

Uno spazio che abbraccia e sostiene, senza tuttavia trattenere e chiudere gli sguardi. Uno spazio che sappia anche liberare gli orizzonti offrendo un contatto intenso e profondo con la “natura”. Una natura benigna sentita come specchio del rapporto profondo e sostanziale che ciascuno ha con se stesso.

Questa relazione con l’elemento naturale (verde, giardino, alberi, acqua, cielo, luce) non è una componente accessoria o consolatoria. Emerge con forza dai questionari: la natura è sostanza esistenziale, dimensione di continuità affettiva, orizzonte sicuro e vitale.

Spazio dell’anima e spazio naturale sembrano così corrispondersi in un dialogo silenzioso e rassicurante che non necessita di parole. Gli elementi naturali ritornano evocati nelle tante immagini dei cittadini interpellati anche come materia e materiale primari per la costruzione di questo luogo dell’ultimo saluto. Quasi una richiesta all’architettura a mettersi da parte, per fare spazio a ciò che supera e trascende la dimensione della mortalità umana e appartiene all’imperituro regno della madre terra.

“ L o    i m m a g i n o    c o m p l e t a m e n t e    n a t u r a l e , s e    f o s s e     p o s s i b i l e   v o r r e i     c h e    l’ a r c h i t e t t u r a    f o s s e     r i d o t t a    a l    m i n i m o”

Spazio del commiato vissuto come dimensione   S O C I A L E , quello in cui il soggetto non si pensa più solo con il suo dolore, ma si rappresenta in relazione agli altri, fruitori vicini o lontani di questo luogo.

La prima dimensione “sociale” è quella affettiva: la cittadella della commiato è pensata come una costellazione di ambienti accoglienti e capaci di dare conforto alla cerchia dei famigliari, degli amici e di tutte le persone venute per l’ultimo saluto al defunto. Vengono individuate funzioni e indicati alcuni servizi di base.

“ U n o   s p a z i o    i n t i m o    e    a c c o g l i e n t e  p e r    i    f a m i l i a r i, c o n    d e l l e    s a l e t t e    i n t e r n e   i n    c u i    p o t e r s i    a p p a r t a r e    c o n    i    p r o p r i    c a r i ”

 “ C i    v o g l i o n o    d e l l e    p a n c h i n e ,    d e l l’  o m b r a ,  m a    a n c h e    d e l l e    t e t t o i e ,    p e r    q u a n d o    p i o v e    i n    a u t u n n o, d e l l e    l u c i    c h e    n o n    s i a n o    a l    n e o n …   U n o    s p a z i o    d i    r i s t o r a z i o n e ,    u n    a n g o l o   c a f f è , u n a    m a c c h i n e t t a    c h e    d i s t r i b u i s c a    a c q u a    d ’e s t a t e  …  Q u a n d o    i l    c a l d o    a u m e n t a    i l    p e s o    d e l l ’ e v e n t o”

“ N o n    s o n o    s e r v i z i ,    m a    q u a l c o s a     p e r    r e n d e r e    i l    t u t t o  u n     p o c h i n o    p i ù     a c c e t t a b i l e ”

“C i     d o v r e b b e r o    e s s e r e     d e l l e    z o n e     i n    c u i    p o t e r     l e g g e r e    e     m e d i t a r e    i n    t r a n q u i l l i t à “

L’altra connotazione concerne una socialità più ampia, che possiamo definire culturale e che rimanda innanzitutto ai tanti modi e alle tante differenze di porgere l’estremo saluto. Consapevoli della complessità culturale che caratterizza oggi la nostra società, il nuovo spazio deve poter garantire a ciascuno un luogo in armonia con il proprio sentire.

Un’architettura capace di offrire insieme uno spazio laico ma non anonimo, un luogo dove le molteplici appartenenze religiose, i diversi orientamenti spirituali, possano trovare spazio alle loro specifiche ritualità.

Anche se non mancano voci di segno apparentemente contrario che confermano la continuità con la tradizione liturgica e iconografica cattolica.

“ D e v e    a v e r e    s e r v i z i     a m p i     e    d i v e r s i f i c a t i    a l    f i n e     d i    s o d d i s f a r e     t u t t i    i    c r e d o”

“U n a    s a l a    d e l    c o m m i a t o    t o t a l m e n t e    l a i c a    i n    c u i    c i     s i a    l a     p o s s i b i l i t à    d i    p r e g a r e,  m a    s e n z a    n e s s u n    s e g n o    s p e c i f i c o    d i    n e s s u n a    r e l i g i o n e ”

 “ N o n    d e v o n o     m a n c a r e    i    s i m b o l i    r e l i g i o s i    d e l    c a t t o l i c e s i m o.  C r o c e f i s s o ,    c a n d e l e    e    v e t r a t e    c o l o r a t e    c o n    r a f f i g u r a z i o n i    b i b l i c h e ,    l a    c r o c e ,   u n a    c a p p e l l a ,    u n a     c h i e s e t t a”

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